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Arte e Cultura a S. Stefano di Camastra - blog di francesco latteri scholten
Ciro Michele Esposito, un'avventura: da Faenza alla fondazione della Scuola d'Arte di S. Stefano di Camastra.
post pubblicato in diario, il 25 giugno 2015


E' un bilancio estremamente positivo quello che Ciro Michele Esposito può vantare nel suo "Scuola d'Arte per la Ceramica S. Stefano di Camastra", nel 1954, dove, oltre agl'innumerevoli riconoscimenti e premi locali, regionali e nazionali può vantare - già solo per il 1952 - la partecipazione alla Fiera Campionaria Internazionale di Francoforte, alla Fiera Internazionale di New York, all' Exposition de la Ceramique contemporaine del principato di Monaco, alla Fiera Internazionale di Toronto, ed alla Mostra del Lavoro Artigiano nel Mondo di Napoli. Fieramente riconoscente è anche la risposta della Presidenza della Regione Sicilia: "A lei ed ai suoi collaboratori desidero esprimere il mio vivo compiacimento per l'opera feconda che si compie nella Scuola d'Arte
 


di S. Stefano di Camastra alimentando con senso di modernità una cara tradizione d'arte e di lavoro che fa onore alla cara cittadina e a tutta la Sicilia...", così l'allora Presidente della Regione On. Restivo. Si tratta tuttavia di un percorso lungo, difficile e travagliato. L'inizio, per la Scuola di S. Stefano di Camastra, data al 1919, ed al 1931 la sua istituzione quale Scula d'Arte da parte del Consorzio Provinciale per l'Istruzione Tecnica di Messina con la finalità di creare maestranze per la produzione ceramica che padroneggiassero le tecniche moderne. L'avvio è promettente, ma quasi subito, anno 1934, sorgono le prime gravi difficoltà: il Consorzio non ha più mezzi per sostenere la Scuola d'Arte di cui perciò si profila l'imminente chiusura. L'inizio "stefanese" di Ciro Michele 



Esposito si colloca in questa crisi profonda, in data 1938, quando giunge nella cittadina nebroidea, giovane Professore, dopo due anni d'insegnamento nella Scuola d'Arte della sua nativa Grottaglie che aveva frequentato da alunno prima di perfezionarsi a Faenza alla scuola dei grandi Gaetano Ballardini e Maurizio Korach ma anche di Domenico Rambelli ed Anselmo Bucci. Nonostante le angustie il neo Direttore ottiene già nel 1939 un risultato di prestigio: il completamento dell' "offerta formativa" con l'aggiunta di un biennio di perfezionamento che va ad aggiungersi alla formazione di base. Alla già grave crisi va ad aggiungersi poi anche la guerra e, soprattutto, a partire dal 1943 (e sino al 1948) le difficoltà sono davvero enormi: qualche contributo a volte - è giusto dirlo - il 



Consorzio riesce a darlo, così anche il Comune, qualcosa si ricava dalla vendita delle opere prodotte, ma si tratta di poco e, sostanzialmente, la Scuola riesce a sopravvivere solo grazie all'impegno gratuito sia del Direttore che dei suoi Professori che lavorano senza retribuzione, per di più spesso aiutando anche gl'alunni più indigenti...  Dopo la guerra, per fortuna il lavoro di tutti comincia a riscontrare nuovi apprezzamenti e così nuovo impulso, soprattutto ad opera di Ciro Michele Esposito e le segnalazioni al mondo della cultura, alla stampa ed alle autorità per l'estrema situazione di precarietà giungono alla fine a buon esito grazie all'impegno dell' On. Eugenio Marotta cui si deve la presentazione del disegno di legge per la regionalizzazione della Scuola. Diverrà la legge n°36 del 6 aprile 1951 e con essa la Scuola diviene "Scuola d'Arte Regionale di S. Stefano di Camastra", con riconoscimento pieno dei diplomi per gli studenti ed anche finalmente delle retribuzioni per i Professori. 
francesco latteri scholten
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